Castello di Issogne

L'ingresso è consentito ad un massimo di 25 persone per ogni turno di visita (ogni mezz'ora)

Orario di visita:
dall' 1.03 al 30.06 e dall'1.09 al 30.09: ore 9 - 19 (tutti i giorni)
dall'1.07 al 31.08: ore 9 - 20 (tutti i giorni)
dall'1.10 al 28.02: ore 10 - 12.30 / 13.30 - 17 (feriali, chiuso il mercoledì)
ore 10 - 12.30 / 13.30 - 18 (domenica e festività)

Tariffa d'ingresso: 5,00 Euro (2,50 in periodo di restauri)
Comitive di almeno 30 persone, militari in divisa e studenti universitari: 3,50 Euro (1,50 in periodo di restauri)
Ingresso gratuito: over 65, ragazzi < 18 e tutte le scolaresche
N.B. Vendita dei biglietti presso il castello per tutta la giornata a partire dall'ora di apertura in progressione fino al completarsi dei turni.

Telefono: 0125/929373

Storia

Già proprietà dei vescovi di Aosta, poi restaurato verso il 1400 da Ibleto di Challant, il castello di Issogne ha assunto l'aspetto che ancora oggi propone ai visitatori tra il 1490 circa e il 1510 al tempo di Giorgio di Challant, protonotario apostolico e priore di S. Orso, che lo restaurò e lo trasformò in una sontuosa dimora per sua cugina Margherita de La Chambre e suo figlio Filiberto.
Issogne infatti non è più un castello medievale, ma una residenza rinascimentale che esternamente non denota segni di appariscenza, con le torri angolari di poco più alte dei tetti.
Internamente l'androne e il portico sono decorati di affreschi inquadrati nelle lunette degli archi e riproducono scene di vita quotidiana (la bottega del sarto, la farmacia, la macelleria, il corpo di guardia, il mercato di frutta e verdura, la bottega del fornaio, dello speziale, del pizzicagnolo).
Al centro del cortile, sul quale si affacciano prospetti interamente decorati di stemmi matrimoniali della famiglia Challant, si trova la celebre fontana del melograno in ferro battuto.
I vani del castello sono una cinquantina. Al piano terra sono visitabili: la sala da pranzo, che comunica con la cucina solo per mezzo del passapiatti che si apre sotto la cappa del camino; la cucina con tre grandi camini, divisa in due da una doppia arcata (una parte era riservata ai Signori e l'altra al personale di servizio); la sala baronale in cui si possono ammirare un bel camino in pietra recante sulla cappa lo stemma dei Challant affiancato da un leone e da un grifone, le pitture sulle travi lignee del soffitto, e gli affreschi delle pareti raffiguranti paesaggi, scene di caccia e il Giudizio di Paride.
Al primo piano si trovano: la cappella dalle volte a ogiva finemente decorate, con affreschi alle pareti, con l'altare gotico in legno intagliato e dorato adorno di un trittico fiammingo e una cancellata in legno che divide la parte riservata ai signori da quella destinata alla servitù; la camera della Contessa con l'oratorio ornato di pitture e quella del Conte Renato.
Al secondo piano: la stanza del re di Francia con il soffitto a cassettoni e un camino che reca sulla cappa lo stemma con i gigli dorati sul fondo e il motto "Vive le Roi"; la camera detta dei "Cavalieri di San Maurizio" con il bel soffitto a cassettoni in cui è dipinta la croce di quest'ordine.
Dalla famiglia Challant il castello passò ai Madruzzo e ritornò ai Challant dopo un processo per la successione durato più di un secolo. Dopo vari passaggi di proprietà, nel 1872 fu acquistato dal pittore Vittorio Avondo che lo restaurò e lo donò allo Stato nel 1907.
Oggi il castello appartiene all'Amministrazione Regionale.