Miniere e cave

Dal XVII alla metà del XX secolo nella Valle di Champdepraz sono state a più riprese coltivate miniere di ferro e rame. La più alta è la miniera di magnetite del Lac Gelé (2600 m di quota), sfruttata nel '600 e nel '700; il minerale estratto veniva trasportato sino al forno della Serva (1550 m, sentiero n° 5b) lungo una pista lastricata slittabile ancor oggi a tratti percorribile (sentiero 6). Il rudere di un secondo forno è presente lungo il sentiero 4 in località Pont de Perrot.
Al di fuori dell'area protetta sono agevolmente visibili i resti della miniera di rame di Hérin (itinerario 8): oltre ai fabbricati, agli ingressi ormai inagibili e all'ampia discarica, sono ancora presenti alcuni tralicci della teleferica che collegava il punto di estrazione (1700 m) alla laveria di Fabbrica (380 m), attualmente convertita a fabbricato commerciale.
La necessità di disporre di grandi quantità di combustibile per la fusione dei metalli ha causato un pesante depauperamento del patrimonio forestale della vallata, sottoposto nei secoli scorsi ad estesi ripetuti tagli per la produzione di carbone di legna; le aie carbonili, disseminate in tutti i boschi di Champdepraz, sono ben visibili lungo i sentieri 3, 5c e 7a.
Una cava di ruote da macina, in parte asportate ed in parte ancora visibili abbozzate sulla parete rocciosa, è presente sulle basse pendici del Mont Avic a breve distanza dal sentiero 6, in corrispondenza di due gallerie di saggio scavate presumibilmente nel XIX secolo entro prasiniti granatifere.