|
|
|
|
|
Escursione molto lunga che permette di visitare i vari ambienti del Parco. Per suddividere in due parti il tragitto è possibile pernottare al rifugio Barbustel, effettuando eventualmente il giro in senso inverso. Include il "sentiero lichenologico", dotato di pannelli illustrati e descritto su un pieghevole a distribuzione gratuita, nonché il "sentiero guidato" del Lac de Serva (targhette esplicative e opuscolo descrittivo in vendita presso le sedi del Parco). Difficoltà: E Dislivello in salita: 1500 m Tempo di salita: ore 4,30 Tempo totale: 8 ore Luogo di partenza: Veulla (1300 m) Segnavia: 6-5c Itinerario: Passando a monte della chiesetta di Veulla, si imbocca a piedi la strada sterrata che percorre la piana di Chevrère e la si segue per circa 2 km, fino alla radura del Magazzino. Abbandonato lo sterrato, inizia sulla destra (segnavia 6) la risalita delle falde detritiche del Mont Avic, ben coperte dal bosco, con una serie di ripidi allunghi che consentono di guadagnare presto quota. Attraversato su di un ponticello il torrente che scende dal Col Varotta, il sentiero segue fedelmente il corso d'acqua emissario del Lac Gelé sul suo fianco sinistro idrografico. Dalla soglia cui si accede con l'ultimo diagonale, si penetra nel caotico pianoro roccioso che trae origine dal Col de Kiva o Raye Chevrère, nascosto dalla onnipresente bancata rocciosa del Mont Avic. L'ampia mulattiera lastricata con massicciata sopraelevata porta invece, con un largo giro sulla sinistra, a risalire un versante semicoperto dai detriti e dalle scorie della miniera, che apre qui la sua galleria più bassa. Ancora sorretto da imponenti muri di pietra, il sentiero sbuca infine nella conca che ospita il grande specchio d'acqua del La Gelé, ai piedi della scura parete est del Mont Iverta (pannello del sentiero lichenologico presso la foresteria del Parco). Contornato il lago sulla sinistra, si raggiunge un'ampia sella e un pianoro con alcuni laghetti. Il sentiero prosegue sino alla cresta che separa il Parco dalla val Clavalitè, seguendola verso sud sino ad una piccola vetta. Si ridiscende quindi sulla sinistra verso il Mont Belplat sino ad un colle, proseguendo poi lungo ripidi pendii di erba e sfasciumi in direzione del Gran Lac. Giunti nei pressi del casotto del Parco (pannello del sentiero lichenologico), si costeggia la sponda sinistra del Gran Lac. Oltrepassato l'emissario, il sentiero scende ripido sino alla piana del Pesonet che attraversa interamente. Passa quindi a monte del Lac Cornu e del Lac Noir, per poi attraversare l'immissario del Lac Blanc (pannello del sentiero lichenologico). Con un breve tratto in lieve salita, si raggiunge il rifugio Barbustel dove è d'obbligo una tappa; negli immediati dintorni si può ammirare il Lac Vallet e consultare pannelli illustrati dedicati ai "Siti Natura 2000" e alla lettura del paesaggio. Dal rifugio, lungo il sentiero 5c si discende tra rocce levigate dal ghiacciaio sino all'alpe Cousse, dove si svolta decisamente verso sinistra. Attraversato un ponte in legno sul torrente proveniente dal Lac Blanc, si risale un' umida valletta e, raggiunto un evidente ometto di sassi, si prosegue la discesa lungo un ripido versante alberato sino al Lac de Serva. Si costeggia il lago sulla sinistra per poi entrare nel bosco e raggiungere l'alpe Serva desot; una stradina sterrata collega le baite al villaggio di Veulla. Per ridurre al minimo il disturbo alla fauna si raccomanda di non uscire dai sentieri segnalati. |