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La collocazione geologica della Val Chalamy è nell'ambito del Complesso piemontese dei Calcescisti con Pietre verdi. Il complesso, qui costituito soprattutto da ofioliti del Complesso ultrabasico del mont Avic, rappresenta un frammento del bacino piemontese di tipo oceanico, coinvolto nell'orogenesi alpina conseguente alla collisione continentale fra Africa ed Europa. Le serpentiniti (silicati idrati di magnesio) sono le rocce che affiorano sulla maggior parte del territorio del Parco, caratterizzandone in modo spiccato gli aspetti paesaggistici e biologici. Di colore verde azzurrino o ricoperte da una patina rossastra ove non recentemente fratturate, divengono più scure con l'aumentare del tenore di vari metalli ed in particolare del ferro (ad esempio magnetite nei dintorni del Lac Gelé). In corrispondenza del Mont Glacier (lembo di ricoprimento del Glacier-Rafray appartenente alla Falda Dent Blanche) e del Mont Barbeston affiorano rocce di altra origine, essenzialmente micascisti, gneiss, gabbri metamorfici e anfiboliti con cloritoscisti granatiferi. I calcescisti, corrispondenti ai sedimenti originariamente depositatisi nel bacino oceanico, sono poco frequenti all'interno del Parco. La presenza di mineralizzazioni a magnetite e ferro-rame nelle rocce della Val Chalamy è da secoli ben conosciuta e ha dato luogo a coltivazioni minerarie presso il Lac Gelé, Pesonet e Hérin. Degni di nota sono i numerosi minerali rinvenuti in più punti del Parco all'interno di filoni di rodingite (apatite, epidoto, granato, smaragdite, vesuvianite, ecc.). La morfologia della Val Chalamy è caratterizzata da rilievi elevati e profonde incisioni vallive. La direzione di scistosità delle rocce metamorfiche è relativamente omogenea con immersione prevalente verso nord e determina una netta asimmetria dei due versanti principali: in sinistra orografica i pendii sono più acclivi, mentre il versante destro presenta una morfologia più dolce con alternanza di dossi, ripiani e avvallamenti (questi ultimi in parte conseguenza di sciami di faglie) . L'azione dei ghiacciai quaternari (erosione, ablazione e deposito) è particolarmente evidente nel settore meridionale della valle, ricco di rocce levigate, striate e montonate, nonché di numerosi circhi glaciali occupati attualmente da specchi d'acqua. Nella porzione orientale sono evidenti notevoli depositi morenici e numerosi massi erratici. I corsi d'acqua hanno profondamente inciso la valle, contribuendo al trasporto di materiali solidi verso il suo sbocco: gli imponenti depositi fluvioglaciali esistenti immediatamente a valle di Chevrère sono resi evidenti dai processi di dissesto che hanno portato a vistose formazioni calanchive, piuttosto insolite in ambiente alpino. Altri depositi che concorrono a caratterizare i paesaggi del Mont Avic sono i coni e le falde di detrito che ricoprono ampie superfici alla base delle pareti rocciose, nonché i depositi di colmatura di antichi bacini lacustri con conseguente formazione di torbiere. L'area del Mont Avic presenta un ricco reticolo idrografico superficiale e numerosi specchi lacustri anche di grandi dimensioni: fra questi ultimi va menzionato il Gran Lac, il bacino naturale più esteso della Valle d'Aosta. In assenza di consistenti apparati glaciali (un'unico piccolo ghiacciaio è presente sul versante nord del Mont Glacier), l'alimentazione estiva dei principali corsi d'acqua è garantita dal tardivo scioglimento delle nevi sugli alti pendii esposti a settentrione e dall'acqua contenuta nelle coltri detritico-moreniche. Il regime idrologico, caratterizzato da forti sbalzi di portata anche a causa dei suoli prevalentemente superficiali, presenta un marcato minimo invernale ed un massimo nella tarda primavera. La circolazione di acque sotterranee è copiosa e diffusa, con conseguente presenza di numerose sorgenti; le risorgive situate sul basso versante orografico sinistro determinano peculiari contrasti ambientali, poiché si inseriscono in ambienti tendenzialmente xerici. |