Flora e vegetazione

Le particolari caratteristiche geologiche della Val Chalamy - così come la sua posizione geografica influenzata sia dal clima umido della bassa Valle d'Aosta, sia dall'isola di aridità caratteristica della media valle - determinano alcune conseguenze di tipo fisico e chimico che condizionano notevolmente la flora e la vegetazione. Nel Parco Naturale Mont Avic e nei suoi immediati dintorni è stata sinora accertata la presenza di oltre 750 piante vascolari e 170 briofite (muschi ed epatiche).

L'interessante flora legata alle aree umide può essere osservata non soltanto in corrispondenza dei bacini lacustri, ma anche in una miriade di aree torboso - acquitrinose e di risorgive presenti in tutta l'area protetta.
Questi ambienti ospitano vegetali boreali ormai rari o in via di scomparsa sulle Alpi; fra le specie più rare e localizzate presenti nelle torbiere, possono essere ricordate Carex limosa, Carex pauciflora, Eriophorum vaginatum e Trichophorum alpinum.
Notevole è pure la presenza della pianta insettivora Drosera rotundifolia e di uno stagno con isolotti galleggianti di sfagni (fra i quali Sphagnum magellanicum, S. squarrosum e S. angustifolium).
In piena estate su alcuni specchi lacustri si osserva un abbondante sviluppo del ranuncolo d'acqua, con vistose fioriture bianche galleggianti.

La flora delle serpentiniti - adattata alla presenza di suoli superficiali, poco fertili e ricchi di elementi tossici quali nichel, cromo e cobalto - è caratterizzata da un basso numero di specie e dalla frequenza delle crucifere (in particolare i generi Thlaspi e Cardamine). Fra le specie più interessanti vanno menzionate Cardamine plumieri, Thlaspi sylvium, Alyssum argenteum e Asplenium cuneifolium.

Il pino uncinato è l'albero che meglio si adatta a suoli torbosi e agli affioramenti ofiolitici e in Val Chalamy sostituisce in larga misura le conifere più diffuse nel resto della regione (larice e abete rosso).
Il pino uncinato si differenzia dal congenere pino silvestre per avere tronco e rami interamente grigio bruni (e non in parte giallo-rossastri) e per le squame dei coni munite di vistosi uncini. Presente sui Pirenei e sulle Alpi centro-occidentali, è poco diffuso in Italia e il Parco naturale del Mont Avic ospita la più estesa pineta del Paese (oltre 1100 ha); la foresta della conca di Serva è classificata fra i "boschi da seme" ed è oggetto di cure colturali da parte del Corpo Forestale Valdostano. Pinus uncinata presenta due forme morfologiche distinte:
- quella arborea, con tronco eretto, rettilineo e chioma piramidale, forma fitte fustaie con folto sottobosco di mirtilli e rododendro e riesce a colonizzare con formazioni rade anche dossi con abbondanti affioramenti rocciosi;
- quella prostrata, con rami striscianti eretti soltanto all'apice, ricopre canaloni percorsi dalle valanghe e tollera la regolare caduta di masse nevose anche imponenti.
I pini uncinati radicati in torbiera o nelle fenditure delle rocce, caratterizzati da un lentissimo sviluppo, possono formare dei veri e propri "bonsai" naturali.
In stretta simbiosi con le radici del pino uncinato si sviluppano numerosissimi funghi (accertata nel Parco la presenza di almeno 100 specie di ectosimbionti), organismi che agevolano in notevole misura la colonizzazione di suoli poveri da parte dell'albero.

I licheni rupicoli delle serpentiniti sono inaspettatamente numerosi (oltre 100 specie rinvenute nel Parco), se si considerano le difficili condizioni climatiche e litologiche cui devono far fronte. Di notevole interesse è l'elevata frequenza dei "licheni lichenicoli", che si sviluppano a spese di altre specie di licheni precedentemente insediati sul substrato roccioso.